L’accesso, ottenuto una quindicina di giorni addietro, ai corposi finanziamenti regionali per il recupero dei vecchi borghi rappresentava per i Comuni, un’ occasione particolarmente intrigante. Soprattutto per i centri che, pur annoverando nel proprio territorio siti di assoluto valore architettonico e paesaggistico, non erano mai riusciti a trovare la strada giusta per un loro pieno recupero.
La strada indicata dall’ apposito bando in materia di riqualificazione dei centri storici della regione Calabria è stata seguita dall’ area grecanica, fin dalle prime battute. Questo interesse si è concretizzato nella presentazione da parte dei singoli comuni ricadenti all’ interno della comunità montana Capo Sud di una serie di schede tecniche, che propongono interventi di salvaguardia e rilancio di luoghi simbolo della storia locale.
Il lavoro prodotto è stato ritenuto interessante dalla Regione al punto che, per l’ esecuzione de lavori previsti, è stato deliberato un finanziamento di poco meno di 7 milioni di euro.
Pur giudicando altamente positiva la chance data al territorio, per alcuni addetti ai lavori si tratta tuttavia di interventi che non avrebbero né un filo conduttore né tanto meno una filosofia di fondo unitaria.
A questo proposito il sindaco di Roccaforte del Greco Ercole Nucera, ha pensato di rilanciare l’ idea di “rideterminare”le proposte inserendole in una sorta di progetto strategico dell’ area.“Il lavoro prodotto in sede locale — dice Nucera — è stato sicuramente positivo. Tutti e dodici i Comuni dell’ Area Grecanica si sono attivati per presentare le schede richieste preliminarmente dalla Regione. Evento di rilievo, tutte le proposte hanno trovato disco verde, aprendo la strada a lavori che andranno a qualificare spazi e luoghi importanti dei singoli comuni. Interventi che però non nascono da un discorso collegiale mirato ad individuare dei filoni utili a creare piste di sviluppo, ma arrivano da ragionamenti diversi. Proprio su questo mi permetto di inserirmi con una proposta che, se accettata, porterà ad un sostanziale mutamento di rotta”.
- Di cosa sta parlando?
“ Esattamente della necessità di far sedere attorno ad un tavolo tutti i comuni interessati e provare a pensare ad un progetto unitario. Mi spiego meglio. Prese singolarmente le schede tecniche puntano sì alla riqualificazione di strade, chiese, palazzi ma a livello generale non cambiano granché, nel senso che l’ Area Grecanica da tutto ciò non riuscirà ad ottenere benefici. Molto diverso sarebbe il discorso se si riuscisse a convergere su un progetto unitario, o se preferite strategico”.
- E questo cosa cambierebbe?
“Molto. Anzi moltissimo. Armonizzando le scelte, legandole con un filo conduttore, potrebbe significare dare una chance in più al territorio: di crescita, sviluppo, di immagine. Stiamo parlando di un bel mucchio di soldini, quelli che il 14 novembre scorso la Giunta regionale ha inteso destinare all’ area, che se spesi per raggiungere un obiettivo specifico possono incidere notevolmente nell’ economia locale”.
- Ma lei ritiene che l’ area sia pronta per un ragionamento del genere?
“Assolutamente sì. Già nel recente passato sindaci ed amministratori locali hanno dato prova di saper ragionare insieme e con costrutto. In diverse circostanze lo spirito campanilistico è stato messo da parte per far largo ad una logica sinergico a completo beneficio del territorio. I risultati raggiunti sono stati notevoli. Proprio in virtù di ciò che sono certo che, davanti ad un’ occasione del genere, e in vista della redazione dei progetti definitivi, ancora una volta, facendo prevalere il buon senso, gli enti si renderanno disponibili al dialogo”.
Le piste da battere, di certo non mancano. A livello turistico, per esempio si potrebbe immaginare un percorso di crescita poggiati su luoghi affascinanti come, per esempio Pentadattilo, il castello di Amendolea, le bellezze di Bova e via di seguito. Come al solito, non resta che attendere che la politica faccia il suo corso.


