
Un enorme invaso artificiale che riuscisse a risolvere in modo definitivo il problema idrico per Reggio e l´intera area metropolitana dello stretto.
Un´opera faraonica di cui si parla da decenni, una delle tante incompiute che si vanno ad aggiungere alle tante cattedrali nel deserto, perenni coreografie di una terra da sempre martoriata e dimenticata.
Ora finalmente sembra, il condizionale è d´obbligo, essere arrivata la svolta.
La notizia giunge dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), e dalla Sorical, e parla di un finanziamento per il completamento del grande invaso sul torrente Menta, pari a 105 milioni di euro. Una cifra enorme che secondo le stime degli addetti ai lavori dovrebbe consentire il definitivo completamento dell´opera.
Ad intervenire sull´argomento manifestando grande soddisfazione é Pasquale Russo, vice sindaco di Roccaforte del Greco, comune nel cui territorio ricade interamente l´invaso in questione.
Finalmente — dice Russo —
un´opera abbandonata da tempo immemorabile potrà vedere il completamento.
Il progetto permetterà di risolvere i gravi problemi idrici di tutta l´area dello stretto ed in particolare del Comune di Reggio Calabria, di aprire una prospettiva occupazionale per i cittadini della provincia, e per quanto ci riguarda, per i giovani di Roccaforte del Greco, i quali tante speranze hanno riposto sulla costruzione dell´opera.
Nel ringraziare le autorità politiche nazionali, regionali e provinciali per l´impegno profuso affinché si possa giungere al definitivo completamento di una così importante opera infrastrutturale (dalla quale fino ad oggi non abbiamo ottenuto alcun concreto vantaggio), vorremmo però porre l´accento su alcuni nodi fondamentali ancora irrisolti.
Per la realizzazione di tale bacino -prosegue Russo-
sono stati disboscati 127 ettari del nostro bosco, con inevitabili ripercussioni ambientali e climatiche sul territorio;
Nella progettazione di un´opera di tali dimensioni, che implica un notevole dispendio di energie e risorse economiche, non è stata prevista la costruzione di un collegamento stradale tra gli impianti della Diga ed il paese di Roccaforte del Greco.
Tale infrastruttura — continua il vicesindaco —
se adeguatamente gestita, può, e deve contribuire ulteriormente, non solo alla risoluzione del problema idrico, ma anche e necessariamente allo sviluppo turistico ed economico del nostro Comune. Roccaforte del Greco paga un dazio davvero pesante all´isolamento geografico, che negli anni ha contribuito a fare perdere terreno rispetto a tutti i processi di sviluppo.
Auspichiamo quindi — conclude Pasquale Russo — che nel finanziare questi 105 milioni di euro, sia stato previsto di destinare una minima parte per venire incontro alle esigenze legate alla viabilità, migliorando le vie d´accesso alla diga e quelle che dalla diga portano al centro abitato di Roccaforte del Greco, collegando allo stesso tempo in modo agevole i versanti più interni del massiccio, impraticabili per molti mesi all´anno.
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