- La massima: "chi si ferma è perduto" non vale per il Comune di Roccaforte del Greco. Il piccolo centro aspromontano infatti continua incessantemente a percorrere la sua strada, sia pure tortuosa, ma che gli consentirà prima o poi di uscire dall'isolamento in cui è vissuto per anni. A sostenerlo con forza è proprio il primo cittadino del centro aspromontano Ercole Nucera.
L'uso di satelliti determinò la fine dell'operatività della base Usaf si Monte Nardello, era il 1985. Il sito è ubicato a circa dieci chilometri dalla frazione di Gambarie ad un'altitudine di circa 1750 metri sul livello del mare. L'area ricadente nel Comune di Roccaforte del Greco, fa parte del Parco dell'Aspromonte, e oggi, si trova in uno stato pessimo di conservazione, tanto da costituire una vera e propria minaccia ambientale.
Secondo Ercole Nucera primo vero problema da porre all'attenzione delle autorità competenti sarebbe proprio lo stato di abbandono, una situazione che richiede un serio e tempestivo intervento di bonifica, al quale dovrà seguire la messa in sicurezza dell'area e la riconversione dei manufatti presenti, anche in considerazione della ubicazione nell'area protetta del Parco Nazionale dell'Aspromonte.
"Nel corso degli ultimi dieci anni, innumerevoli sono state le iniziative volte a recuperare e riconvertire l'area dell'ex base militare. Istituti scolastici, enti locali, la stessa regione Calabria e il Ministero dell'Ambiente e del Territorio hanno dichiarato il forte interesse ai fini dello svilupo, e ciò nonostante, le procedure di dismissione hanno finora letteralmente bloccato quello che appare un diritto delle comunità locali: riappropriarsi di un bene ormai in disuso e che allo stato attuale costituisce fonte di pericolo e degrado.
Il Comune di Roccaforte del Greco unitamente all'Ente Parco Nazionale d'Aspromonte e alla Provincia di Reggio Calabria, ha sviluppato un'ipotesi progettuale di riuso. Sempre secondo Nucera, lasciare ancora l'area nell'infruttuosa e depauperante disponibilità del demanio dello Stato risulta a questo punto insostenibile oltre che di ulteriore danno. L'idea che il comune di Roccaforte del Greco intende perseguire è offrire al territorio un luogo all'interno del quale "ritrovarsi, recuperando il rapporto tra la terra e il cielo" attraverso la realizzazione di un centro polivalente all'interno del quale troverebbero spazio un osservatorio astronomico, un laboratorio di didattica e educazione ambientale, un centro culturale di educazione alla pace, un museo della natura dei parchi della regione calabria, un parco tematico sui miti e le civiltà del Mediterraneo con annessa una struttura di accoglienza e ospitalità diffusa.
L'area dell'ex base NATO - prosegue Nucera - costituirebbe così un'attrattiva per studiosi, appassionati di osservazione, studenti e ricercatori, escursionisti, associazioni, turisti in genere e il numeroso pubblico di fruitori dell'area del Parco e dei residenti in tutto il Mediterraneo. Il progetto di realizzazione di un osservatorio scaturisce dall'esito di uno studio disposto dalla Provincia di Reggio Calabria e affidato alla Società Astronomica Italiana.
“Insomma - coclude Ercole Nucera - appare evidente che dal recupero e dalla giusta riconversione di Nardello passa non soltanto il rilancio di Roccaforte del Greco, in termini di immagine e di occupazione ma anche e sicuramente il rilancio di un'intera area montana dalle enormi potenzialità inespresse, che ora finalmente sembra idealmente chiedere la possibilità di rivivere diventando fruibile al grande pubblico e facendosi emblema della voglia di riscatto della nostra gente".


