Con grosso sollievo della popolazione e dell'amministratore comunale, sta per giungere finalmente nella fase decisiva il progetto che mira alla realizzazione di un laboratorio permanente di didattica e monitoraggio ambientale.
Il finanziamento necessario (quasi 3 mln di euro) è frutto di una compartecipazione Regione (2.200), Cipe (550 mila) e Provincia di Reggio Calabria (50 mila euro).
Ercole Nucera, sindaco di Roccaforte del Greco, è stato tra i più strenui sostenitori della "riconversione" dell'ex base Nato.
"Il progetto di recupero dell'area - spiega Nucera - rappresenta, senza ombra di dubbio, un intervento di riqualificazione ambientale e di sviluppo economico del territorio roccafortese di indubbia portata storica".
"La base Nato di Monte Nardello fu costruita in piena "guerra fredda" nel 1956 e dismessa nel 1993. Da allora è in totale stato di abbandono, di degrado e facile oggetto di gravi atti di vandalismo in un territorio, invece, ad alto valore naturalistico ed in posizione strategica per il più complessivo sviluppo economico e culturale dell'area attorno a Roccaforte".
"Siamo infatti, nel cuore dell'area Grecanica e dentro il Parcco dell'Aspromonte: a 1700 metri sul livello del mare".
L'invidiabile posizione geografica in cui è stata costruita la base ha cominciato, nel momento in cui gli americani sono andati via, a solleticare la fantasia di quanti ritenevano doveroso trasformare quello stesso luogo da sito con i colori delle armi e delle divise, a luogo di promozione ambientale.
A seguire, quasi naturalmente, è sgorgato il progetto laboratorio. "La nuova struttura - aggiunge Nucera- avrà una duplice funzione: quella di monitorare i reati ambientali, con particolare attenzione allo studio delle risorse naturali del Parco dell'Aspromonte, sviluppando sinergie interessanti con istituti scolastici ed istituti di ricerca".
I primi interventi che l'amministrazione comunale di Roccaforte intende effettuare saranno, secondo quanto affermato dal sindaco, mirati a fronteggiare l'emergenza ambientale dell'area scaturita dalla diffusione di polveri d'amianto e lana di vetro.
"La bonifica dell'area - precisa Ercole Nucera - è necessaria per rendere fruibile ai fini sociali e culturali per favorire iniziative economiche compatibili col territorio montano: Per dare concreto avvio al progetto, il Comune di Roccaforte ha formalmente chiesto al Ministero delle Finanze e al Ministero della Difesa il trasferimento della proprietà dell'area e delle strutture a titolo gratuito o, in alternativa, la loro concessione in comodato d'uso gratuito per almeno 90 anni".
Nucera e la sua amministrazione avevano, gia all'atto dell'insediamento a palazzo municipale, annunciato l'intenzione di voler attuare una vera politica di valorizzazione dello sviluppo economico del territorio in chiave ambientale, culturale e turistica.
"L'auspicato recupero della base Nato - conclude Nucera - associato alla vicinanza con la diga del Menta, costituiscono un polo d'attrazione strategica per l'area di Roccaforte ed un'occasione storica da non perdere per l'indotto che ne può derivare anche in chiave occupazionale".
"Un progetto che trasforma una situazione di degrado e di abbandono in qualcosa di produttivo ha, però, un'ambizione in più: quella di infondere, specie nei nostri giovani, un sentimento di riscatto civile, sociale e culturale del territorio e delle popolazioni montane, dando concreta risposta a decenni di incuria e lacerante spopolamento di un borgo di grande pregio - chiosa il primo cittadino di Roccaforte del Greco - che avrebbe meritato ben altro destino".


